Carmelo Bene and the Theatre as Presage/Carmelo Bene e il teatro come presagio (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

I have never been what you’d call “a man of the theatre”. Of course I don’t ignore its history and the main works, but my field is another one. When I was a teenager I watched Carmelo Bene with suspicion, almost with annoyance; his irreverence disturbed my respectability then. Who can forget the insults during the Maurizio Costanzo Show, which certainly made more impact than that reviewed today on YouTube.

To find Carmelo Bene I had to lose myself. Only those who did not have, have it all. His theatre, as I understand, is an omen, a presage. “You must not understand anything,” because there was nothing to be understood, the Maestro was repeating. His theatre was an omen, saying the unspeakable. His message was always sealed, he wanted always to challenge the signified and give a long look in the elsewhere.


 

Io non sono mai stato quello che si dice “un uomo di teatro”. Certo non ne ignoro la storia e le principali opere, ma il mio campo è un altro. Quando ero adolescente guardavo a Carmelo Bene con sospetto, quasi con fastidio; la sua irriverenza disturbava il mio perbenismo di allora. Chi non ricorda le invettive al Maurizio Costanzo Show, che certamente facevano più effetto allora che riviste oggi su YouTube.

Per ritrovare Carmelo Bene ho dovuto perdermi. Solo chi non possiede ha tutto. Il suo teatro, per come l’ho capito, è presagio. “Non si deve capire nulla”, perché non c’era niente da capire, ripeteva il Maestro. Il suo teatro era presagio, un dire il non dicibile. Il suo messaggio era sempre sigillato, era sempre nel contestare i significati per gettare un lungo sguardo nell’altrove.