Cause (ita) – M° Aurelio Porfiri

271013-053bMentre sui giornali si fa gran parlare di lettere che alcuni cardinali avrebbero indirizzato al Papa per contestare alcune procedure con cui il Sinodo viene condotto, i lavori procedono alacremente. Io credo che per un vizio mediatico che non è probabilmente risolvibile, quello di concentrarsi sull’inessenziale (che è più divertente, in effetti) e lasciare da parte l’essenziale, si corra il rischio di perdere di vista il fine ultimo di questo Sinodo: la famiglia. Famiglia è una di quelle parole di cui si preferisce non dare specificazioni perché si da per scontato che tutti capiscono di cosa si sta parlando. In realtà non è così, pochi hanno la perspicacia di poter osservare la famiglia in croce come Maria ai piedi della stessa. Questo atteggiamento mariano, doloroso ma anche sereno, dovrebbe guidare una analisi spassionata su come veramente la famiglia si sta evolvendo e come le dinamiche familiari si sono evolute nel corso della storia recente.

Intanto, specialmente quando si parla dei matrimoni cattolici, si dovrebbe veramente considerare quanti di essi sono validi o no. Io credo si sarebbe sorpresi nel constatare che molti(ssimi) matrimoni probabilmente non hanno quei requisiti che rendono il Sacramento valido. Papa Francesco, nella sua lettera apostolica in forma di Motu Proprio Mitis Iudex Dominus Iesus (15 agosto 2015) elenca alcune di queste motivazioni: Tra le circostanze che possono consentire la trattazione della causa di nullità del matrimonio per mezzo del processo più breve secondo i cann. 1683-1687, si annoverano per esempio: quella mancanza di fede che può generare la simulazione del consenso o l’errore che determina la volontà, la brevità della convivenza coniugale, l’aborto procurato per impedire la procreazione, l’ostinata permanenza in una relazione extraconiugale al tempo delle nozze o in un tempo immediatamente successivo, l’occultamento doloso della sterilità o di una grave malattia contagiosa o di figli nati da una precedente relazione o di una carcerazione, la causa del matrimonio del tutto estranea alla vita coniugale o consistente nella gravidanza imprevista della donna, la violenza fisica inferta per estorcere il consenso, la mancanza di uso di ragione comprovata da documenti medici, ecc.” Non credo che a nessuno sfugga che tutti abbiamo esperienza di varie coppie che si ritrovano in uno o l’altro requisito indicato da Papa Francesco come causa per nullità.

Insomma, bisogna veramente camminare in un negozio di porcellane quando si parla di famiglia cristiana, non per sminuirne il valore, ma per riconoscere la fragilità e la difficoltà dell’impresa.