Cineserie (ita) – M° Aurelio Porfiri

Non posso fare a meno di essere interessato alle notizie che arrivano dai giornali su un avvicinamento fra il governo cinese e il Vaticano. Avendo vissuto per 7 anni in Cina e avendo legami familiari importanti con quella grande civiltà, queste notizie per me non sono notizie come le altre. Ma proprio perché conosco un poco l’ambiente, non posso fare a meno di farmi alcune domande su quello che leggo.

C’è da premettere che è una bella cosa se si potrà trovare una soluzione a questa situazione che si protrae da molti anni. Credo che ci sono alcuni nodi che vanno garantiti in partenza, come per esempio quello della salvaguardia di tutti quei fedeli appartenenti alla cosiddetta “Chiesa sotterranea” che hanno spesso pagato prezzi altissimi per continuare a professare la loro devozione ed appartenenza all’unica Chiesa Cattolica, santa, apostolica e romana.  Non vorremmo pensare che un eventuale accordo portasse a misure ancora più dure nei confronti di questi sacerdoti, vescovi, suore, semplici fedeli che hanno proclamato, con la voce e a volte usque ad effusionem sanguinis che ubi Petrus, ibi Ecclesia. Si è detto che il futuro potrà rivelare la grandezza della testimonianza  del martirio della Chiesa cinese.

Non credo che ci sia persona di media cultura che non possa apprezzare la grandezza della civiltà cinese e questa grandezza è stata anche più volte riconosciuta e proclamata dai Pontefici, non ultimo Papa Francesco. Non bisogna dimenticare però che proprio questa civiltà è stata all’opposizione rispetto quelli che sono i paradigmi politico-sociali del momento, nati in opposizione alla grande tradizione filosofica e culturale cinese, non grazie ad essa. Oggi c’è un confuso riappropriarsi di questo mondo ma oramai molti cordoni ombelicali sono stati recisi grazie a decenni di indottrinamento.

Fare un accordo è importante se ci sono le condizioni giuste, credo questo sia chiaro per tutti. Ma sulla verifica di queste condizioni spesso si sorvola ma in questo caso non si dovrebbe. Infatti le coordinate stesse di un accordo, il suo essere vincolante, dovrebbe legare entrambe le parti ad un percorso comune. Mi sembra al momento si rischi di dare agli accordi valenze diverse perché in questo caso, molto diversi sono gli interessi e gli obiettivi. In effetti, per chi osserva quel mondo impenetrabile un poco da vicino, ci sono segnali contraddittori che non fanno presagire una apertura verso l’interlocutore romano, ma piuttosto una mossa tattica per fini molto più raffinati. Arresti, distruzioni di simboli religiosi, controllo strettissimo non mi risulta siano terminati.

Certamente l’evoluzione di un paese complesso come la Cina non è cosa semplice da descrivere, è una evoluzione di una macchina con ingranaggi immensi. Io spero solo che in questi ingranaggi non rimarranno in mezzo coloro che hanno posto il loro cuore, la loro fede e la loro speranza nell’essere fedeli al Sommo Pontefice e che, malgrado le persecuzioni, hanno continuato ad essere figli devoti della Santa Madre Chiesa.

 

Vedi: Joseph Zen, Aurelio Porfiri. L’Agnello e il Dragone. Dialoghi su Cina e Cristianesimo (2016 Hong Kong). Chorabooks.