Consigli per cantare in tono / Tips for singing in tune (ita-eng) – M° Antonio Juvarra

wit920L’intonazione è parte del fenomeno della sintonizzazione. Questa sintonizzazione, come premessa dell’intonazione, è da intendersi in senso etimologico, letterale e traslato. Non possiamo ‘sintonizzarci’ con un fenomeno’, ‘essere’ quel fenomeno, se non sappiamo come entrare con esso in comunicazione e comunione.

La realtà è che siamo già immersi nell’Eufonia cosmica, ma occorre saper ‘aprirsi’ per scoprirlo e diventarne parte vivente e cosciente. Essendo il canto un fenomeno ‘estetico’ e dato che il significato etimologico di ‘estetica’ è ‘sensibilità’, a questa sensibilità occorre riportarsi per rendere possibile la perfetta intonazione.

Oggigiorno la sensibilità è atrofizzata per lo sviluppo ipertrofico della razionalizzazione, che opera come un vero e proprio schermo o corazza, che ricopre il nostro essere e ci rende insensibili.

La razionalizzazione non è sinonimo di razionalità, ma è la caricatura perversa della razionalità, razionalità che rimane la struttura invisibile della realtà, senza che noi ne facciamo un feticcio esterno. Quando il processo patologico di razionalizzazione supera un certo livello e inibisce la sensibilità, noi perdiamo quella tranquilla sicurezza nell’intonare un suono, che si esprime come naturale prontezza e immediatezza. L’incertezza che ne deriva ci allontana dal centro del fenomeno e così ‘stoniamo’.

La razionalizzazione come corazza che ricopre e annulla la nostra sensibilità, cioè la nostra coscienza vivente di essere nel mondo, si manifesta oggi anche e soprattutto nella forma di una delle tante tecniche vocali meccanicistiche e ‘scientifiche’, oggi di moda. Oltre a toglierci il naturale e immediato contatto col fenomeno del suono e della musica, queste tecniche inducono direttamente, per cause prettamente acustiche e fisiologiche, la stonazione.

Ad esempio la tecnica del ‘sostegno’, basata sul rientro volontario e diretto dei muscoli addominali, determina un’intonazione crescente. Ugualmente tutte le tecniche basate sulla ‘proiezione’ in avanti (o ‘fuori’) del suono, cioè, fuor di eufemismo, sulla ‘spinta’.

Al contrario, tutte le tecniche basate sull’ingrossamento e oscuramento del suono (ad esempio la tecnica dell’affondo), riducendo la brillantezza naturale del suono, fanno sì che questo deficit sia percepito come intonazione calante.

E’ così che, immesso in questo perverso circolo vizioso, il cantante perde il contatto con se stesso e con il vero suono.


Intonation is part of the tuning’s phenomenon. As an introduction to intonation we have to understand tuning in an etymologic, literal and figurative meaning. We cannot “be in tune” with that phenomenon, “be” that phenomenon, if we do not know how to get in touch and to be one with it.

The truth is that we are already submerged in the cosmic Euphony, but we have to be able “to be open” to discover it and to become a living and conscious part of it. As singing is an “aesthetic” phenomenon and considering that the etymological meaning of ‘aesthetics’ is ‘sensibility’, we have to refer to this sensibility to realize the perfect intonation.

Today sensibility is damaged because of the hypertrophic development of rationalization, which works as a real shield or armour, which covers our being and makes us insensitive.

The rationalization is not a synonym of rationality, but it is the perverse caricature of rationality, rationality which remains the invisible structure of reality, without making an external idol of it. When the pathological process of rationalization goes over a certain level and damages sensibility, we loose that calm security when we tune a sound, which is expressed as natural alacrity and rapidity. The uncertainty, which comes from it, gets us far from the centre of the phenomenon and so we are out of tune.

The rationalization as armour, which covers and cancels our sensibility, that is our living conscience to be in the world, manifests today also and most of all in the form of one of the many mechanical and “scientific” up-to-date vocal techniques. These techniques not only remove our natural and immediate contact with the phenomena of sound and music, but make us directly, essentially because of acoustic and physiological reasons, to be out of tune.

For example the technique of “supporting”, based on the voluntary and direct re-entry of abdominal muscles, creates a too high tuning. It is the same with all the tunings based on the forward (or “out”) “projection”, that is, without any euphemism, on the “pushing”.

On the contrary all the techniques based on the enlargement and obscuring of the sound (as for example the lunge technique), reducing the natural brightness of the sound, make that this lack is perceived as a too low tuning.
And so, being in this vicious circle, the singer looses the contact with himself/herself and the real sound.

(Translation by Marina Madeddu)