Elogio di san Tommaso d’Aquino (ita) – Padre Giovanni Cavalcoli

Da: Giovanni Cavalcoli (2016). Lettera a Papa Francesco. Passione e Speranza nella Chiesa. Hong Kong: Chorabooks.

La filosofia di S.Tommaso è raccomandata dalla Chiesa perchè il dogma si serve di concetti filosofici, per esprimere la verità rivelata; per cui, se la nozione razionale, della quale la fede fa uso, è vera, si raggiunge la verità rivelata. Se invece è falsa, si cade nell’eresia.

Il fatto dunque che la verità rivelata trascenda quella filosofica o non sia legata ad una filosofia particolare, non porta la Chiesa ad autorizzare l’uso di una filosofia qualunque, ma essa giustamente tra tutte approva, raccomanda ed usa quella filosofia, che è o si suppone essere la migliore di tutte, qual è appunto quella dell’Aquinate. A Dio dobbiamo offrire il meglio, a cominciare dai prodotti della nostra intelligenza.

E’ vero infatti che esiste una molteplicità di filosofie diverse, oggetto di libera scelta, con opinioni contrastanti le une con le altre. Ma non sono tutte della stessa qualità. Ce n’è di più valide e di meno valide; e la filosofia vera è una sola.

Le verità filosofiche evidenti o dimostrate sono universali, oggettive, inconfutabili ed immutabili. La verità della fede non sta a quella della ragione come l’universale sta al particolare o, peggio, come il certo all’opinabile, ma come un universale superiore sta ad un universale inferiore o il più certo al meno certo.

Se la ragione non riuscisse a raggiungere una verità universale, l’universalità della fede sarebbe impossibile, mancherebbe di base razionale e cadrebbe nel fideismo. Non si tratta di ridurre la verità di fede alla verità di ragione, il che sarebbe l’errore opposto del razionalismo.

La Chiesa raccomanda invece la filosofia dell’Aquinate, proprio per la sua universalità, che rende intellegibile l’universalità del concetto di fede. Si deve sì inculturare il Vangelo nelle culture cinese o indiana, ma il Concilio ha prescritto S.Tommaso anche per i Cinesi e gli Indiani.

Si può esprimere, infatti, un dogma o un insegnamento del Vangelo alla maniera cinese o indiana, ma la mente umana come tale può già da sé concepire un pensiero o una verità universali nel campo della teologia naturale, sia la mente di un Cinese o quella di un Indiano o di un Italiano. Ed è questa verità universale della ragione, avente per oggetto il mondo, Dio e l’uomo, che fa da base e presupposto razionale universale ai contenuti della rivelazione cristiana. Ed è questa base universale che è elucidata in modo eccellente dalla filosofia di S.Tommaso.

Il Concilio prescrive che il pensiero moderno dev’essere vagliato alla luce di S.Tommaso, in modo da elaborare una nuova e più avanzata teologia, che assuma criticamente  i valori del pensiero moderno e non, come quella di Rahner, che utilizza l’idealismo, già a suo tempo condannato dalla Chiesa.

Del resto, Lei stessa, Santità, ha proprio ribadito la condanna dell’idealismo nelle sue due encicliche Evangelii Gaudium e Laudato si’, quando ha sostenuto con tutta chiarezza, come mai aveva fatto prima il Magistero pontificio, la distinzione dell’idea dalla realtà e che è l’idea umana che dipende dal reale e non viceversa, il che è  anche il rischio odierno dello gnosticismo,per il quale l’uomo divinizza se stesso  pretende di possedere una scienza pari a quella divina. Qui sta la distruzione della base gnoseologica e metafisica del rahnerismo.