Francesco e Kirill (ita) – M° Aurelio Porfiri

Il recente incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill è un evento da salutare con grande favore. Io credo che tutti, sia nel mondo cattolico conservatore sia in quello progressista, non possano che gioire per questo avvenimento che riavvicina due grandi Chiese divise da oramai più di 1000 anni. Dobbiamo dare anche il merito a Paolo VI, che cominciò un cammino di riavvicinamento con il mondo ortodosso di cui si stanno cogliendo i frutti in questo momento e Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che hanno continuato in quella direzione.

Personalmente trovo questo incontro particolarmente felice anche se penso alla straordinaria tradizione liturgica e musicale della Chiesa Ortodossa, con la segreta speranza che un riavvicinamento tra le due parti possa anche causare una benevola influenza sul senso di adorazione nella liturgia, che nel nostro mondo cattolico è sempre più disatteso in nome di un Concilio che in realtà non si è mai celebrato nelle modalità propugnate da certi riformatori. Gli studi di Monsignor Agostino Marchetto richiamati nel magistero di Benedetto XVI e Francesco (anche se con sensibilità diverse) dovrebbero dimostrare che l’ermeneutica difesa da molti, quella di una “nuova Chiesa” nelle mani dello “spirito del Concilio”, non ha ragioni di essere valide.

L’incontro tra il mondo ortodosso e quello cattolico è qualcosa a cui possiamo guardare con grande ottimismo. Meno ottimismo per quello che riguarda l’incontro con il mondo anglicano, che vive una situazione più complessa rispetto agli ortodossi, ma certamente più semplice rispetto al mondo protestante tout court, dilaniato in molteplici gruppi.

Guardiamo con favore a questo cammino che ha conosciuto una tappa importante, come quella dell’incontro fra i due rispettivi leaders e speriamo in passi ulteriori nell’immediato futuro.