Giovanni Paolo II e l’arte cristiana / John Paul II and Christian Art (ita-eng) – Prof. Rodolfo Papa

800px-Bloch-SermonOnTheMountPotremmo definire la dimensione narrativa dell’arte con le parole di Giovanni Paolo II, che nella Allocuzione ai partecipanti al Convegno Nazionale Italiano di Arte Sacra (1981) sottolineava acome la forma narrativa delle parabole immediatamente divenga forma artistica, non solo nella predicazione e nella letteratura patristica, ma soprattutto nella pittura e nella scultura, determinando la sostanza più propria del linguaggio artistico, che via via nei secoli a questa si é adattato, inventando un nuovo sistema e delle nuove discipline tecniche e scientifiche per poter rappresentare adeguatamente il messaggio e la persona di Gesù Cristo: “con i vangeli l’arte é entrata nella storia. Dai piccoli centri della Galilea e della Giudea la gente accorreva per ascoltare il messaggio. E Gesù operò il mirabile rivestimento, modellò, diremmo con parole moderne, il racconto in maniera che si potesse, oltreché ascoltare, vedere. Parlò del pastore del pastore che aveva perduto la sua pecorella, del seminatore che aveva seminato il seme in terreni diversi, del figlio prodigo che si era allontanato da casa. Gli ascoltatori capivano subito che si trattava di loro, pecorelle smarrite, semi che avrebbero dovuto fruttificare, figlioli ricercati dall’amore del Padre”.

L’arte cristiana ha una dimensione intrinsecamente narrativa, di cui non può fare a meno, perché é imposta dalla conformità al modello. Le caratteristiche dell’arte cristiana vengono desunte dal Magistero e dalla tradizione; il realismo moderato, declinato nella narratività, coniugato con la bellezza a servizio della verità, é il proprium che accomuna i più grandi capolavori dell’arte cristiana, pur negli stili diversi ma nella fedeltà ai valori e finalità comuni.

Ogni vera opera d’arte, nata per la Chiesa e nella fede, ha saputo rivestirsi in una forma narrativa (Lex ornandi), per promuovere la carità del cuore (Lex vivendi), nella preghiera (Lex orandi) e nella catechesi (Lex credendi). E questa é la strada che dovrebbero continuare a percorrere, gli artisti e i committenti.


We could define the narrative dimension of art with the words of John Paul II, who in the Allocuzione a i partecipanti al Convegno Nazionale Italiano di Arte sacra (1981) (1) explained how the narrative form of parables immediately becomes an artistic form, not only in preaching and patristic literature, but first of all in painting and sculpture, giving its own substance to the artistic language which, over the centuries, adapted itself to it, creating a new system and new technical and scientific subjects to represent properly the message and the person of Jesus Christ: “art entered into history with the Gospel. People came from the small villages in Galilee and Judea to listen to the message. And Jesus did the admirable covering, modeled, we could say with modern words, so that it was possible to listen to it as well as see it. He talked about the shepherd who lost his sheep, about the sower who sowed in different fields, about the prodigal son who went away from home. The listeners understood immediately that he was talking about them, lost sheep, seeds that had to be fruitful, sons researched by the Father’s love.”

Christian Art has an intrinsically narrative dimension, of which can do without, because it is given from conformity to the model. Christian Art’s characteristics are presumed from Magisterium and tradition; the moderate realism, represented in the narrativity, conjugated with beauty at the service of truth, is the proprium which combines the greatest masterpieces of Christian Art, though in different styles but with loyalty to common values and goals.

Every real piece of art, meant for Church and in the faith, knew how to cover in a narrative form (Lex ornandi), to promote heart’s charity (Lex vivendi), in the prayer (Lex orandi) and catechesis (Lex credendi). That is the way in which artists and customers should continue to walk.

1) T.N: Address to the participants of the Sacred Art Italian National Conference

(Translation by Marina Madeddu)