Henri de Lubac (ita-eng) – Don Ennio Innocenti

Henri-De-Lubac-300x212Tutte le opere di Henri de Lubac sono state tradotte e di varie sono state fatte più edizioni (la potente Jaca Book si è addossata l’onere della sontuosa edizione dell’Opera Omnia ed è probabile che essa sia effettivamente assorbita dal mercato italiano).

Nei confronti di altri noti autori inquinanti egli ha riscosso anche il maggior successo umano, essendo riuscito a convertire ai suoi punti di vista non solo la gerarchia della sua congregazione religiosa, ma anche la stessa Santa Sede, che l’ha infine
insignito, a titolo meramente onorifico, del cappello rosso, fatto – questo – che ha certamente accresciuto il suo accreditamento presso i semplici.

Henri de Lubac nacque nel 1896 ed ebbe una formazione umanistica, filosofica e teologica nelle stesse scuole frequentate
da Teilhard, del quale divenne poi il precipuo confidente e difensore.

Egli fu in simbiosi con la problematica modernista (Blondel, Le Roy, Buonaiuti) fin dalla gioventù e fu proprio tramite un autore in odore di modernismo (il Rousselot) ch’egli indirizzò tempestivamente i suoi studi su quelle dottrine riguardanti l’esigenza del soprannaturale che fecero di lui il principale esponente della “nuova teologia”.

Ritroviamo in lui le istanze di storicizzazione sbandierate da Chenu, tanto che la sua teologia è stata definita, per antonomasia, “teologia storica”: trattasi, infatti, d’una riflessione teologica sulla storia della teologia (una riflessione non solo asistematica ma anche piuttosto disorganica): attraverso la storia di quella mutevolissima e difettosissima scienza (?) chiamata teologia, la storia dei dogmi, delle religioni, delle filosofie gnostiche moderne… egli presenta la sua idea misterica ed ecumenica della Chiesa che ha vari punti in comune con quella di Congar.

Le tappe della sua carriera sono queste: nel 1913 entra in noviziato, nel 1917 – soldato – viene gravemente ferito alla testa, nel 1930 diventa professore di teologia fondamentale alla Facoltà Teologica dei gesuiti lionesi (un altro “mito”, come il domenicano Le Saulchoir), nel 1938 esce il suo libro programmatico in sintonia con l’aura progressista del momento (Catholicisme. Les aspects sociaux du dogme), nel 1941 si unisce alla “Resistenza”, nel 1946 fa uscire Surnaturel; nel 1950
esce il preoccupante Histoire et Esprit ed è sospeso dall’insegnamento, dal 1951 al 1954 scrive i suoi libri aperturisti sul
Buddismo, nel 1954 riprende l’insegnamento, nel 1957 riceve l’esplicita approvazione di Pio XII, nel 1958 è eletto “Membro
dell’Istituto” a Parigi, nel 1960 è assunto tra i periti teologici del Vaticano II, nel 1983 è “creato” cardinale.


All the works by Henri de Lubac haves been translated and many of them in different editions (the powerful Jaca Book (1) assumed the burden of publishing the Complete Works and maybe it will be absorbed by the Italian market).

Compared to other famous harmful authors he had also the majority of the human success, because he not only united his points of views with the hierarchy of his religious congregation, but also with the Vatican, which gave him, only as an honour, the red hat, event that for sure increased his accreditation among the simple people.

Henri de Lubac was born on 1896 and had a humanistic, philosophical theological education in the same schools, where there was Teilhard, of which he later became the main confidant and defender.

He was in symbiosis with the modernist problem (Blondel, Le Roy, Buonaiuti) since he was young and through a modernist author (Rousselot) he began to study immediately the doctrines regarding the necessity of the super natural, which made him to become the principal expert of the “new theology”.

We find in him Chenu’s requests of historification, so that his theology has been defined, par excellence, as the “historical theology”: indeed it is a theological reflection on theology’s history (a not systematic reflection and also an incoherent one): through the history of that very variable and faulty science (?) called theology, the history of the dogmas, of religions, of modern gnostic philosophies… he presents his mystery and ecumenical idea of the Church, which has many contact’s points with the one by Congar.

His carrier’s steps are: in 1913 he begins the novitiate, in 1917 – soldier – he is seriously wounded at in his head, in 1930 he began as Fundamental Theology Professor in the Jesuits’ Theological Faculty of Lyon (another “myth”, as the Dominican Le Saulchoir), in 1938 his programmatic book is published in harmony with the progressivist feeling of the moment (Catholicisme. Les aspects sociaux du dogme), in 1941 he enters in the “Resistance movement”, in 1946 he publishes Surnaturel; in 1950 his disturbing Histoire et Esprit is published and he cannot teach, so from 1951 until 1954 he writes his opened books on Buddhism, in 1954 he can teach again, in 1957 he receives the approval by Pius XII, in 1958 he is elected “Member of the Institute” in Paris, in 1960 he is among the theological experts of the Second Vatican Council, in 1983 he “is created” Cardinal.


1) T.N.: Important Italian Publishing House

(Translation by Marina Madeddu)