Il mio incontro con Kierkegaard / My encounter with Kierkegaard (ita-eng) – Sr. Rosa Goglia

2015-009-Luplun-Jansen-ritrato-di-Soren-Kierkegaard-698x1024Con la solida base della formazione scientifica il nostro filosofo (N.d.T.: Cornelio Fabro) si muove nell’impegnativo campo della Metafisica. Seguiamo quanto egli stesso asserisce: “Posso e devo dire che il mio incontro con Kierkegaard è stato decisivo, non meno di quello di San Tommaso, Kant, Hegel, Marx…sia per afferrare l’unità sotterranea del pensiero filosofico delle varie epoche di cultura, sia per cercare dall’interno la radice o le radici del suo polimorfismo, del suo alzarsi ed abbassarsi…nei vari secoli. E così cominciai a nuotare agevolmente in quel fiume sterminato: in esso trovavo la rivendicazione radicale delle due presenze, quella dell’uomo e quella di Dio. Si apriva innanzi a me la più profonda problematica del pensiero moderno: l’ontologia trascendentale. C’era il richiamo al realismo greco, a Socrate”.

Lo studio appassionato di Kierkegaard attinge l’urgenza della fatica dal momento culturale e storico, perché anche in Italia era scoppiata la crisi dell’esistenzialismo; a questo riguardo Fabro così si esprime: “mi applicai ad affrontare la crisi dell’esistenzialismo con costante impegno, con studi monografici applicandomi anche fra i primi in Europa alla conoscenza diretta sull’originale danese delle opere di K., traducendo le opere principali ed il grande Journal”.


With the solid base of his scientific education, our philosopher (T.N.: Cornelio Fabro) enters into the difficult field of Metaphysics. Let us follow what he says: “I can and have to say that my encounter with Kierkegaard has been decisive, not less than the one with Saint Thomas Aquinas, Kant, Hegel, Marx… to understand the underground connection of the philosophical thought in different times of culture, and also to search from the inside the root or the roots of its polymorphism, of its raising and its lowering… during the centuries. And so I began to swim easily in that infinite river: I found in it the radical revendication of the two presences, man and God. I had in front of me the deepest problem of the modern thought: transcendental ontology. There was the call of the Greek realism, to Socrates”.

The hard studying of Kierkegaard finds its reason in the difficulty of the historical and cultural moment, because also in Italy there was the crisis of existentialism; regarding this Fabro says: “I set my mind to face the crisis of existentialism with constant diligence, with monographic studies being also among the first experts in Europe to have a direct knowledge of the original Danish Kierkegaard’s works, translating his main works and the great Journal”.

(Translation by Marina Madeddu)