Il potere delle scritture gregoriane / The Power of Gregorian Signs (ita-eng) – Prof. Nino Albarosa

GTAlleluiaIl canto gregoriano ha proprie scritture a seconda del luogo o dei luoghi in cui è stato scritto il codice. Le scritture più importanti di cui gli studiosi si servono sono quella detta sangallese (da San Gallo, capitale dell’omonimo cantone svizzero), e metense (da Metz in Lorena). La loro importanza consiste nel fatto che, pur non indicando l’altezza dei suoni, ne indicano il ritmo. Non tutte le altre notazioni sono così preziose. Si è già detto che il ritmo gregoriano non è mensurale, bensì verbale. Ebbene, proprio le suddette notazioni sono le migliori nell’orientare i cantori verso il ritmo verbale, aiutandolo a operare la fusione fra testo e melodia di cui si è già scritto. Con il passar del tempo, queste notazioni, constatabili già nel sec. X, si evolveranno in senso negativo, sicché i cantori preferiranno sempre quelle scritte nel sec. X. Va ancora precisato che si tratta di notazioni ritmiche, sicché bisognava conoscere a memoria già le melodie. Ed è questo il motivo per cui, con il passar del tempo, sono nate le notazioni che contenevano la possibilità di leggere le melodie; però appunto si è cominciato a perdere il senso originario del ritmo con una evoluzione del canto gregoriano che gli toglierà l’elasticità originaria, trasformandolo in canto dalla natura più monotona.


Gregorian Chant has its own signs depending on the place or places where the code was written. The most important notations, which the experts use, are the so- called St. Gall notation (from St. Gall, capital of the same Canton in Switzerland), and Metz notation (from Metz in the Lorraine Region). They are important because, even if they do not indicate the pitch of a sound, they indicate the rhythm. Not all the other notations are so precious. We have already said that Gregorian rhythm is not mensural, but verbal. So these two notations are the best to guide the singers to the verbal rhythm, helping them to create the fusion between text and melody, about which we have written before. With the passage of time these notations, verified since the X Century, will develop negatively, so the singers will always prefer the ones written in the X Century. We must say that they were rhythmic notations, so it was necessary to know already by heart their melodies. And this is the reason why with the passage of time, notations, which include the possibility to read melodies, were created; but, also, this is why we lost the original sense of rhythm with an evolution of Gregorian Chant, which took away the original flexibility from it, transforming it into a more monotone way of singing.

(Translation by Marina Madeddu)