In front of an elevator/Davanti ad un ascensore (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

When I was writing this, I was waiting in front of my building’s elevator, in the place I live; this building has 38 floors, so the waiting can be quite long sometimes −so long that sometimes I want to ask myself if there is a metaphor that can describe this. At the end, the elevator can offer many philosophical insights. From which floor is it arriving? So in life: often we are not aware of the provenience of things happening to us but, nevertheless, we need to accept them the same. So, “whether you want it or not, you have to take that elevator or you are risking staying waiting at your floor”.

Who are we going to meet? It occurs to me to wonder about the outcome of discovery, as taught by Aristotle − wonder that according to poet Giovan Battista Marino’s Baroque aesthetics, is at the base of art production. This forced travel with a probable unknown person symbolizes on a small scale our tormented existence, where in reality many of the people we meet are just met by chance, regardless of our intentions.

When I arrived at the ground floor, I was aware of the advantage of living consciously, looking always for a way to accept what is unacceptable.

Mentre scrivo queste righe, sto aspettando l’ascensore nel palazzo dove vivo; questo palazzo ha 38 piani, quindi l’attesa a volte è lunga. Così lunga che mi viene da domandarmi se c’è una metafora che possa descriverla. In fondo l’ascensore offre tante riflessioni filosofiche. Da che piano arriverà? Così nella vita: spesso non sappiamo da dove viene ciò che ci accade ma, in ogni caso, dobbiamo accettarlo. Insomma, “vuoi o non vuoi, devi salire su quell’ascensore o rischi di rimanere ad aspettare al tuo piano”.

Chi incontreremo? Mi viene da pensare alla meraviglia come effetto della scoperta, come ci insegna Aristotele, meraviglia che secondo l’estetica barocca del poeta Giovan Battista Marino è alla base del fare arte. Questo viaggio forzato con un probabile sconosciuto simboleggia in piccolo la nostra travagliata esistenza, dove in realtà molti degli incontri sono scontri, non cercati e non voluti.

Arrivato al piano terra, mi rendo conto del vantaggio di vivere consapevolmente, cercando sempre la strada per accettare anche l’inaccettabile.

 

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