La lotta essenziale di Giovanni Paolo II / The Essential Fight of John Paul II (ita-eng) – Dr. Marcello Veneziani

GiovanniPaoloIIbellaPredicò in un mondo e in un tempo in cui Dio si é ritirato, la cristianità presa a morsi, e rimorsi dal nichilismo gaio pratico, dai propri complessi di colpa e dal fanatismo islamico.

A tutti i papi era accaduto di fronteggiare pagani e musulmani, eretici e satanici, miscredenti e carogne, a volte anche interni alla Chiesa. Ma non era mai accaduto di dover fronteggiare oltre ai suddetti anche un deserto così esteso e profondo dell’indifferenza, cinismo e ironia. La sua lunga lotta contro l’Allegra Disperazione dell’Occidente fu coronata da un magnifico insuccesso. E’ stato il papa dell’Europa che si unisce e tramonta, del comunismo sconfitto da un altro materialismo e del riarmo islamico. Mai un papa ha parlato così tanto e a così tanta gente e mai é stato così inascoltato. Il pensiero debole del relativismo dispone di poteri forti; il pensiero forte di Wojtyla aveva invece poteri fragili, la parola e la Croce.

Giovanni Paolo II testimoniò la grandiosa sconfitta del cristianesimo nella vita quotidiana. Ebbe un ruolo strordinario sul piano storico, contribuendo come nessuno a mutare assetti; ma raccolse uno straordinario insuccesso sul piano etico e religioso, perché i suoi appelli furono elusi e delusi, alla difesa della morale e della famiglia, alla fede e alle radici cristiane dell’Europa. Un vinto. Come Cristo, del resto. Lui fermò l’onda del Concilio Vaticano II, ma senza tornare indietro, alla Chiesa preconcilare.

Il papa non abbracciò l’idea di uno scontro di civiltà e di un conflitto religioso con il fanatismo islamico. Secondo Wojtyla la prima minaccia all’occidente e alla cristianità non proviene dall’esterno, ma dall’interno. La stessa caduta del comunismo a cui il apap contribuì in modo decisivo, non fu letta solo come la vittoria dei valori di libertà e dignità umana ispirati dal cristianesimo: ma come il passaggio, denunciato più volte dal Papa e da Solzenicyn, dall’ateismo ideologico del comunismo all’ateismo pratico delle società capitaliste. Per il Papa il nemico principale della cristianità non é il fondamentalismo delle fedi altrui ma il relativismo etico del nostro occidente, la scristianizzazione. Giovanni Paolo II denunciò il tradimento dell’Unione Europea verso la civiltà cristiana. L’Europa unita che volta le spalle alle radici cristiane ed inclina verso quel relativismo etico che la porta a riconoscere legittimi l’aborto, l’eutanasia, le manipolazioni genetiche, le famiglie gay, i matrimoni provvisori, la liberazione sessuale e la contraccezione.


He preached in a world and in a time in which God had retired, Christianity was bitten and stricken with remorses from happy nihilism and practical atheism, from its own guilts and Islamic fanaticism.

All the popes faced pagans and Muslims, heretics and satanics, unbelievers and bastards, sometimes also inside the Church. But it never happened to have to face, in addition to the above mentioned facts, also such a wide and deep desert of indifference, cynicism and irony. His long fight against the Happy Western Desperation was achieved with a wonderful defeat. He was the Pope of Europe, which unites itself and fades, of the defeated communism from another materialism and from the Islamic rearmament. A Pope has never talked so much and to so many people and never has been so unheard. The weak thought of relativism has strong powers; on the contrary the strong thought of Wojtyla had frail powers:, the word and the Cross.

John Paul II testified to the huge defeat of Christianity in every day life. He had an extraordinary role in a historical context, contributing as nobody had before to the change of structures; but he obtained an extraordinary defeat in an ethical and religious context, because his calls remained eluded and disappointed, to the moral and family defence, to the faith and Christian roots of Europe. A defeated. After all as Christ. He stopped the Second Vatican Council’s wave, but without coming back to the pre-conciliar Church.

The Pope did not embrace the idea of a civilization crash and of a religious fight against the Islamic fanaticism. In Wojtyla’s opinion the first menace to the West and Christianity did not come from outside, but from inside. Also the fall of communism, to which the Pope contributed in a fundamental way, was not only interpreted as a victory of freedom’s values and human dignity inspired by Christianity, but as a transition, denounced many times by the Pope and Solzenicyn, from the ideological atheism of communism to the practical atheism of capitalistic societies. In the Pope’s opinion the first enemy of Christianity is not the fundamentalism of other faiths, but the ethic relativism of our West, the de-Christianization. John Paul II denounced the treason of the European Union against the Christian civilization. The united Europe, which turns away from Christian roots and goes towards that ethical relativism, which takes it to recognize abortion, euthanasia, genetic manipulation, gay families, temporary weddings, sexual emancipation and contraception as being legitimate.

(Translation by Marina Madeddu)