La voce degli angeli (IX parte) / Angels’ Voices (Part nine) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

Improperia by Giovanni Pierluigi da Palestrina, Sistine Chapel Choir, conductor Domenico Bartolucci / Improperia by Giovanni Pierluigi da Palestrina, Cappella Musicale Pontificia, direttore Domenico Bartolucci

“Alza la testa; abbassa; respira; non alzare le spalle; posizione di riposo; dietro quelle mani…! la lingua…!”

Ci risiamo.

Dobbiamo scordare le belle voci varate lo scorso anno che già ad un cenno volano sole, ormai franche, sull’onda della melodia e ricominciare da capo.

Ogni anno così: tanti visetti nuovi, occhi intenti a scrutare la situazione, piccole anime che pure racchiudono un loro segreto e spesso tardano, diffidenti ad aprirsi e il pensiero del lungo, difficile percorso da seguire fino alla méta, al cantare; quel muro da abbattere, quell’ingombrante peso da smuovere e disperdere per liberare ciò che si é intravisto nelle audizioni preliminari, la pura acqua sorgiva della melodia, di quella melodia verache parte dal cuore e sola può arrivare al cuore.

Un senso quasi di scoraggiamento mi invade talvolta in quei primi momenti, poi il pensiero fisso mi riprende: la sorgente c’è; bisogna scavare, scavare finché ‘acqua sgorghi…

Tante volte mis ento domandare consigli circa i ragazi cantori da gente appassionata, volenterosa e tutti si preoccupano immediatamente e principalmente di una cosa: il metodo.

Come cominciare, quali esercizi fare, quant tempo al giorno e, dulcis in fundo, l’immancabile assillante problema se usare il falsetto o la voce di petto…

Eppure il problema dei ragazzi cantori non é certamente un problema di metodo. Non voglio dire con ciò che tutti i metodi siano buoni, ma alla fine un maestro di buon orecchiodifficilmente potrà sbagliare del tutto e trovarsi decisamente fuori strada. Dico invece che ciò che forma un ragazzo cantore non é dotarlo di una buona tecnica di canto attraverso opportuni e graduali esercizi, ma il portarlo a cantare, a cantare davvero, dal profondo dell’anima. Quanto spesso capita di sentire dei ragazzi cantori precisi, puliti, disciplinati, di buona tecnica ma freddi, assenti, che non cantano!

Io stesso mi diverto talvolta a rimproverare un distratto o un assente dicendogli che “non canta” proprio per sentirmi rimbeccare immediatamente:

“Ma io cantavo!”

Tratto da Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

Raise your head; lower it; breathe; do not raise your shoulders; remain in resting position; keep your hands behind you…! the tongue…!”

Here we are again.

We have to forget the beautiful voices launched last year, which went alone with one gesture, now free on the melody’s wave, and we have to restart again.

Every year it is the same: many new little faces, attentive eyes ton the situation, little souls which hide their secret and often are late, suspicious, to open and the thinking about the long, difficult way to achieve the goal of singing; that wall to destroy, that bulky weight to move and disperse to free what we saw during the first auditions, the pure source water of melody, that pure melody which comes from the heart and that can go to the heart.
Almost a sense of discouragement invades me in those moments, then the thought comes back: there is the source; we have to dig and dig to let the water spring up…

Sometimes enthusiastic, willing people ask me about the singer boys, and all of them are immediately and first of all worried about one thing: the method.

How to begin, what are the best exercises, how much time during a day and, last but not least, the inevitable, unbearable problem of using falsetto or chest voice…

And yet the problem of regarding singer boys is not the method. I do not want to say that every method is good, but finally a teacher with a fine ear difficulty will mistake completely or will find himself going the wrong way. In my opinion to train a good singer boy is not to teach him a good singing technique through appropriate and gradual exercises, but to take him to sing, to really sing from the depth of his soul. How many times we listen to boys who are precise, clean, disciplined, with a good technique, but cold, absent, and who do not sing!

Sometimes I have fun in scolding a distracted boy saying to him that “he was not singing” just to hear immediately his answer:

“But I was singing!”

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

(Translation by Marina Madeddu)