La voce degli angeli (XI parte) / Angels’ Voices (Part eleven) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

Maestro Domenico Bartolucci (1917 – 2013)

Giacché siamo entrati ormai nella sala prove, converrà soffermarci anche noi un po’ “a sentire”.

Pressapoco fanno così tante persone: appassionati, cultori di musica, sacerdoti o meno, gente capitata a Roma magari da molto lontano che conserva nella memoria questo nome prestigioso: La Cappella Sistina”. Approfittano dell’occasione, si affacciano timidamente dall’atri, sorridono, poi azzardano: “Potremmo fermarci un po’ a sentire?”

Nessuna difficoltà, anzi sono i benvenuti coloro che tentano di avvicinarsi in qualche modo a questa rara sorgente di acque non corrotte qual é quella della tradizione sistema per la musica della chiesa (tradizione non corrotta, intendo, riguardo alla “musica” non volendo minimamente polemizzare qui con i negatori della musicai chiesa oggi particolarmente attivi e trionfanti).

Veramente una difficoltà ci sarebbe ed é il locale inadeguato e ristretto. Purtroppo fino ad oggi la Cappella Pontificia non dispone di un luogo di esercitazioni adatto alla grandiosità del complesso. Tuttavia i nostri visitatori sono in genere uomini di buona volontà e , pur di seguire una prova della musica che sta loro a cuore, sopportano, in una sala decorosa ma ristretta, il bombardamento di voci meglio adatte alle possenti volte della basilica vaticana.

*

Facciamo dunque silenzio, la prova é cominciata.

La mano del Maestro accenna appena con gesto scarno il movimento ed ecco, l’imponente macchina corale si muove. I ritmi si disegnano, si sovrappongono, si intersecano, si avventano quasi, frase contro frase, in conflitti che nella ristrettezza del locale appaiono perfino paurosi; poi improvvisamente si placano. Quiete onde di melodia si succedono nell’attenta lettura dei cantori che modellano quasi istintivamente le loro voci su quelle delle opposte fazioni: i patetici contralti contro i bassi imponenti ed armoniosi, i brillanti sopranini sugli sugli squilli celesti dei tenori. Il brano si svolge con disinvoltura, senza troppi alambicchi, in una spontanea rispondenza di sonorità finché, d’un tratto, il Maestro lascia cadere le braccia, magari siede e si prende la testa tra le mani senza dir nulla.

Improvviso silenzio. Ho capito: tutto da rifare!

Non lasciarsi ingannare dalle prime parole del Maestro: “Non c’è male! Però…”. I “però” sono tanti… A volte il commento dopo il breve silenzio é più incisivo, anche più toscano, come questo per esempio, brontolato tra i denti: “Non gli é neanche biscugino!”

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

As we already are in the rehearsal room, it could be useful to stop here “to listen”.

Many people do almost the same: enthusiastic people, music lovers, priests or not, people who came in to Rome from very far and have in their memory this prestigious name: “The Sistine Chapel Choir”. They take advantage of the occasion, show appear shyly at the door, smile and dare: “Could we stop here to listen?”

There is no problem, as all are welcome, who try to get nearer in some ways to this rare source of uncorrupted water that is the Sistine tradition of Church music (I mean not corrupted tradition concerning “music” not to discuss here at all with the opponents of Church music, who are today particularly active and triumphant).

If I must say the truth, there is a problem and it is a the narrow and inadequate space. Unfortunately until today the Sistine Chapel Choir has not had an appropriate rehearsal room for such a big choir. However our visitors are usually people of good will and, to attend a music rehearsal which is so important for them, bear in a decent but small room a voice bombardment better appropriate for the mighty vaults of the Vatican Basilica.

*

So let us be quiet, the rehearsal has begun.

The hand of the Maestro just implies the movement with a little gesture and the huge choral machine immediately moves. Rhythms are sketched, add each other, cross each other, almost throw themselves, phrase after phrase, in conflicts which, in the narrowness of the place, seem even frightening; then they suddenly calm down. Serene melody’s waves follow each other in the attentive reading of the singers, who shape already instinctively their voice on those in the opposite section: the moving altos against the impressive and harmonious basses, the bright little sopranos on the celestial blasts of the tenors. The music piece develops with ease, without too many artificialities, in a spontaneous sound correspondence until, suddenly, the Maestro lets to fall his arms fall, sittings down with his head in his hands without saying anything.

Sudden silence. I understood: we have to restart again!

We must not be deceived by the Maestro’s first words: “It is not bad! But…”. The “buts” are many… Sometimes the comment after the a short silence is more incisive, also more Tuscan, like this one, for example, muttered with dissatisfaction: “It is not even remotely its first cousin once removed!” (1)

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

1) T. N.: Idiomatic Tuscan dialect expression meaning the great Maestro’s disappointment, because the choir did not follow at all his indications during his conducting.

(Translation by Marina Madeddu)