La voce degli angeli (XV parte) / Angels’ Voices (Part fifteen) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

pueri+cantoresOgni anno daccapo.

Per la scuola è, come dire, una legge di natura. Si lasciano dei giovincelli speranzosi ed arditi e si riprendono dei mocciosetti inesperti, indecisi e persino spauriti. Confesso che ogni anno al momento di riprendere il lavoro, dentro di me la pigrizia e l’impazienza è tanta e devo fare una grossa fatica per non farla vedere. Ma, superato il primo momento, al modo pressapoco con cui ci si decide ad una doccia fredda, il moto continua quasi meccanico e inarrestabile. Non si possono ammettere mezzi termini, particolarmente nel nostro lavoro, bisogna decidersi ad arrivare fino in fondo e la strada non è nè corta nè facile.

Ma ecco che dopo aver lottato al buio per un ragionevole periodo di tempo…

Premetto che il ragionevole periodo si misura solo sull’imponderabile delle qualità e del carattere dell’allievo e spesso, ahimè! si protae per quasi tutto l’anno scolastico.

Perciò, cari giovani maestri che vi accingete, spesso con tutto l’entusiasmo dei neofiti, a questo genere di lavoro che vi sembra, e giustamente, affascinante e bello, guardatevi da questo primo pericolo imminente, lo scoraggiamento. Voi lavorate, coscienti e decisi, e il risultato vi sembra nullo. Vi adoperate con serietà e con metodo e le voci dei vostri allievi sembrano addormentarsi in loro e quanto più insistete tanto più, spesse volte, vi sembrerà di trovarvi di fronte a una muraglia invalicabile. Quella voce che pure un giorno avete ascoltato sgorgare ardita e trepida proprio dal cuore di questo giovanetto, oggi sembra a malapena uscir tra i denti incerta e svogliata.

Allora vi sorprenderà il timore d’aver tutto sbagliato e la tentazione della via più facile si affiencherà insistentemente alla fatica.

No, cari apostoli dell’arte bella, non vi arrendete. Non vi è nulla di sbagliato o di strano in ciò che vi succede, è il tributo da pagare alla materia inerte e pesante che stenta a liberare le forze dello spirito. State certi comunque che avete una volta sentito un’anima vibrare attraverso le modulazioni di una bella vocina, voi quest’anima alfine la ritroverete e la risentirete tanto più e tanto meglio quanto più profondamente sarete stati capaci di di piegare la dura materia, quanto più instancabilmenteavrete corretto difetti e praticato una preziosa ginnastica vocale anche quando poteva sembrare arida e perfino mortificante.

Il dono divino del canto è innato nel cuore del fanciullo cantore. Si tratta di vincere al più presto la materia con una tecnica adeguata; il resto il miracolo del concretarsi e d esprimersi del canto sarà compiuto dal vostro entusiasmo unito a quello del vostro giovane allievo.

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

Every year we begin again.

It is a natural law for the school. We leave hopeful and bold boys and we take on unexperienced, uncertain, even scared little ones.

I confess that every year when we have to begin again, laziness and impatience, inside myself, are so great that I have to make a great effort not to show them. But after the first moment, almost in the same way when we decide to have a cold shower, the movement continues almost mechanically and without stopping. We cannot make compromises particularly in our work; we have to work hard until the end, because the way is not short, nor easy.

But after fighting in the dark for a reasonable period of time…

I start by admitting that the reasonable period can be measured only according to the imponderability of the qualities and behaviour of the students and it often, alas!, lasts for all the school year.

So, dear young teachers that begin so enthusiastically this kind of work that seems, of course, fascinating and beautiful, pay attention to the first imminent danger: discouragement. You work with certainty and determination and it seems that there is no result. You work with seriousness and method and the voices of your students seem to fall asleep in themselves and the more you insist, the more, many times, you will think to face an unsurmountable wall. The voice, that you heard coming so boldly from the heart of that boy, today seems to come out just barely uncertain and lazy from the teeth.

So you will be surprised by the fear of doing everything badly and the temptation of the easier way will exist persistently side by side to your work.

No, dear apostles of the beautiful art, do not give up. There is nothing of mistaken or strange in what it is happening: it is the price to pay to the inert and heavy material which struggles to free the spirit forces. However you have to be certain that if you once heard the soul vibrating in the modulations of a beautiful, little voice, you will find again that soul at the end and you will hear it again more and better, if you deeper are able to bend a hard material, if you more tirelessly corrected defects and practiced a precious vocal gymnastics also when it seems arid and even humiliating.

The divine gift of the singing is innate in the heart of the boy singer. You have to win as soon as possible the material through an appropriate technique; the rest, the miracle of the realization and expression of the singing will be fulfilled by your enthusiasm together with the one of your young student.

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

(Translation by Marina Madeddu)