La voce degli angeli (XVI parte) / Angels’ Voices (Part sixteen) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

Fr. Giovanni Maria Catena, O.S.M.

Ecco che finalmente in mezzo al terriccio pazientemente elaborato, qualche fogliolina incomincia a spuntare.

Qui incrementum dat, Deus.

Quando meno te l’aspetti, incominciano le sorprese. C’è un furfantello che è sempre rimasto nascosto dietro gli altri per non farsi notare. (Ci sono in classe certi elementi che hanno l’abilità di scomparire, di farsi dimenticare). Sto controllando gli allievi un po’ per volta, uno a uno, per ascoltare la riuscita tecnica di certi esercizi. “Fatti vedere”, gli dico. Si sposta. “Coraggio”. Guarda un po’ attorno le facce intente dei compagni, azzarda una nota, si ferma… Risata generale. “Silenzio!”, intimo.

Allora nel silenzio della nuova attesa, all’improvviso il ragazzo chiude gli occhi, alza la testa e parte… Un bellissimo vocalizzo, senza preavvisi, con meraviglia mia e dei compagni che non l’hanno mai sentito così. Il ragazzo ha riaperto gli occhi, ancora vibrante, rosso rosso.

Qualcosa è nato, la piantina è spuntata.

Allora di colpo sparisce nel maestro la pigrizia e lo scoramento. Il ragionevole tempo del lavoro al buio dà dunque segni di voler terminare.

Mi getto impaziente verso questo spiraglio di luce. Già, perché è una luce che illuminerà il maestro ma anche gli altri allievi e so per esperienza che, dopo la prima, le novità finalmente si moltiplicheranno.

Allora si è veramente invasi dalla febbre della realizzazione. Qualcosa si é mosso in tutta la classe e il movimento va aiutato, la méta può esser vicina come ormai è certamente vicino il termine di un anno scolastico, termine tiranno che la realtà della pratica ci impone per portare gli allievi alla esecuzione della musica e gli allievi dovranno arrivarci preparati, il più possibile; nulla dovrà essere trascurato che domani possa esser di intoppo alla libera espressione del canto.

Già i diaframmi della oscura materia han cominciato a cedere, uno ad uno e sempre più celermente: due mesi, un mese, quindici giorni al saggio finale. I ragazzi sanno che, allora, dovranno presentarsi da soli, uno ad uno, niente di meno che al maestro di cappella e… cantare; saggiano ormai la voce per il balzo definitivo che li porterà di fronte al definitivo giudizio, ed essi si incaponiscono contro i loro difetti, mi pregano di provarli, di provarli ancora…

*

In corridoio passano i cantori uomini, si fermano un poco sorpresi, si avvicinano alla porta della classe di canto, orecchiano compiaciuti le nuove voci.

L’intera classe dei nuovi è ormai anch’essa un bel complesso armonioso.

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

At the end now on the ground after working with patience, we begin to see some little leaves.

Qui incrementum dat, Deus.

The surprises begin suddenly. There is a little rascal, who is always hidden behind the others not to be noticed. (There are certain elements in the class, who have the capability to disappear, to make the others to forget about him). I am testing the students one by one, to listen to the good technique of certain exercises. “Come here”, I said to him. He moves. “Come on”. He looks around him at the concentrating faces of his classmates, tries a note, stops… All the boys laugh. “Silence!”, I order.
And then in the silence of the new waiting, suddenly the boy closes his eyes, raises his head and begins… A wonderful vocalize, unannounced, with to my and also the classmates’ surprise, who never heard him in this way before. The boy opens his eyes, still vibrating, all red.

Something is born, the little plant sprang up.

So suddenly the laziness and sadness of the teacher disappear. The reasonable time of the work in the darkness seems to end.

I run impatiently to this ray of light. Yes, it is a light which will illuminate the teacher but also the other students and, because of my experience, I know that, after the first one, there will be other developments.

So we are taken by the realization’s fever. Something moved in all the class and we have to help the movement;, the finish line could be very near as it is near the end of the academic year: a dictatorial end because the practice’s reality imposes on us an obligation to take the students towards the music performance and they have to be prepared, the best as they can; no obstacles for a future free singing expression will be overlooked.

The membranes of the the dark material already began to surrender, one after the other and always more quickly: two months, one month, fifteen days for until the final examination. The boys know that in that moment they will have to go alone, one by one, to the Chapel Director and… to sing; they test their voice for the final jump that will take them to face the final sentence, and they concentrate on their mistakes, so they ask me to test them, to test them again…

*

In the corridor there are the adult singers; they stop a little bit surprised and come to the door of the singing class; they listen, satisfied to with the new voices.

All the class of the new boys is now a beautiful harmonious group.

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

(Translation by Marina Madeddu)