La voce degli angeli (XVIII parte) / Angels’ Voices (Part eighteen) – (ita – eng) – Dr. Marina Madeddu

The boys of the Sistine Chapel Choir and Fr. Giovanni Maria Catena, M. Domenico Bartolucci and Fr. Raffaele Maria Preite / I ragazzi della Cappella Sistina e P. Giovanni Maria Catena, M. Domenico Bartolucci e P. Raffaele Maria Preite.

L’esame invece è un po’ fuori dall’ordinario per un ragazzino…

Il Maestro Bartolucci ha scritto alla lavagna un piccolo solfeggio non privo di qualche tiro birbone. L’allievo se lo contempla a lungo cercando di raccapezzarsi per non cadere in trappola. Onestamente ha imparato durante l’anno a riflettere prima d’aprir bocca, am ci sono sempre quelli che, nella confusione del momento, partono a testa bassa e, non intendendo gli intoppi, si improvvisano maestri compositori, finchè perduta definitivamente la bussola si voltano a guardarci con l’aria attonita di chi l’ha fatta grossa.

Quante impuntature, quanti rattoppi! E il P. Raffaele, responsabile del solfeggio, con pazienza e fingendo la massimaa rabbiatura: “Da capo – ripete da capo!”

C’è anche chi è imperterrito; parte subito da solo e fa un solfeggio cantatoa prima vista lasciandoci pieni di mal celata ammirazione.

– Appena un anno fa non sapeva nemmeno dove stava di casa il “do” – pensiamo, ma non diciamo nulla, viso serio e impenetrabile; segreto assoluto… per ora.

Quanto al tempo, il solfeggio all’esame fa la parte del leone; il canto è cosa di pochi minuti. Il brao è stato preparato durante l’anno ed è stato concordato con l’allievo; non ci dovrebbero essere sorprese.

L’emozione, sì, a volte; ma nei ragazzi in genere non incide in maniera eccessiva. Del resto i tipi troppo emotivi e nervosi non risultano adatti al canto e sono stati già eliminati da tempo. Così nel più raccolto silenzio…

Ma che succede? Cos’è questo frastuono?

Vado alla porta, apro di scatto – Birbanti! Scappano, che eran tutti li ammucchiati ad origliare…

Il P. Raffaele siede al piano e introduce il brano. Non si tratta in genere di un scherzetto; c’è da eseguire un’aria classica nel nostro repertorio settecentesco: Paisiello, Scarlatti, Jommelli; l’estensione adatta alle capacità vocali dei ragazzi, le difficoltà facilitate, ma si tratta pur sempre di canto con la maiuscola.

Come se la caverà il piccolo nuovo cantore…?

Nonostante tutto devo confessare che una grande emozione mi pervade. C’è silenzio ora in sala e sulle armonie del piano una voce nuova si eleva, titubante dapprima, ma poi si rassicura, si slancia, parla , dice, esclama.

E’ come un uccello che finalmente si libra sulle sue ali, volteggia, vola, si innalza e cede dominando l’aria e vi si inebria.

E’ un cantore!

Quando il brano é terminato, non una parola – “Vai, vai – gli dico – Un’altro”.

Tratto da: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

On the contrary the examination is a little bit special for a boy…

Maestro Bartolucci wrote on the blackboard a short solfège with some traps. The pupil reads it with attention, trying not to fall into the traps. If I must say the truth, during the school year he learned to think before talking, but there are always those, who, in the confusion of the moment, start without thinking and, not understanding the problems, they improvvisate themselves as little composers, until, after loosing their way, they look at us as if they did made an irremediable mistake.

How much stubbornness, how many patchings! And Fr. Raffaele, responsible for the solfège, with patience and pretending to be very angry: “From the beginning – he repeats – from the beginning!!”

There is also the one who is undismayed; he starts immediately alone and sings a solfège at first sight, leaving us admired.
– Just an year ago he did not know where a “C” was – we think, but we do not say a word, we have a serious and impenetrable face: an absolute secret… now.

Concerning time, the solfège is the most longest moment; the singing is a question matter of a few minutes. The music piece was prepared during the year and was chosen together with the boy; there should not be any surprises.

Yes, sometimes there is the emotion; but generally it is not so crucial for boys. The most emotional and nervous boys went away during the year. And so in the silence…

But what is it happening? What is this noise?

I go to the door and suddenly open it – Rascal boys! They run away, they were all there eavesdropping…

Fr. Raffaele is at the piano and introduces the music piece. Generally it is not something easy; it is a classical aria of our XVIII century’s repertoire: Paisiello, Scarlatti, Jommelli; the range is appropriate for boys’ voices, the difficulties facilitated, but it is always an important music piece.

How will the new little singer sing it?

I have to confess to be moved. Now there is silence in the room and a new voice is raising, at the beginning hesitant, then more sure, it flies, says, talks, exclaims.

As a bird that finally can spread its wings, it twirls, flies, raises, dominates the air and is happy.
He is a singer!

When the music piece is ended, not a word. “Go, go – I say – Another one.

From: Catena, P. Giovanni Maria, “La Cappella Sistina nella sua vita interna” in Cappella Sistina, (1964-1967)

(Translation by Marina Madeddu)