Lettera a Papa Francesco (ita) – M° Aurelio Porfiri

 

Santo Padre, io non posso immaginare le difficoltà nell’essere Papa. Si viene tirati da una parte e dall’altra cercando di far valere questa o quella ragione e il Papa, che si trova in mezzo, deve cercare di mantenere la bussola dritta. Non è semplice e io non posso che rispettare lo sforzo che Voi, come ogni Papa, cercate di fare per cavarvela al meglio. Io credo che Benedetto XVI, grande intellettuale, sia rimasto ad un certo punto schiacciato in questa macchina, fidandosi troppo di chi probabilmente era meglio non doversi fidare, piuttosto era meglio diffidare. Voi sapete tutto questo e cercate di non farvi troppo sviare da chi vi circonda, cosa però non completamente possibile in quanto un Papa non può farcela da a tirare avanti da solo.

Santo Padre, vi raccomando la musica liturgica. Non è una parte non importante, è un tesoro che la Chiesa Cattolica e i Vostri predecessori crearono, coltivarono e consegnarono alla cultura mondiale, per elevare cristiani e non. Oggi è ridotta in uno stato miserando, spesso in mano a membri dello stesso clero che si sbranano per un lacerto di qualche cosa di cui neanche loro sanno cosa sia esattamente. Combattete il clericalismo, Santo Padre, questa nefandezza che macchia la Vostra, la nostra Chiesa Cattolica e la distrugge dal di dentro. Se volete un esempio di clericalismo, date un’occhiata a quello che vi accade intorno, anche nella musica liturgica, e vi renderete conto di come le vostre parole sono non solo inascoltate, ma neanche considerate. Distruggete questo clericume che vivacchia alle spalle della Madre Chiesa, che ha posti e privilegi solo per l’abito che porta, che si annida a volte nelle comodità dei capitoli delle cattedrali e delle basiliche. Fate in modo che la Chiesa sia ancora e per sempre una Madre non solo di fede ma anche di cultura, fate in modo che nella musica, nella pittura, nella scultura, non sia privilegiato chi indossa un abito religioso ma chi ha un animo religioso, a prescindere dall’abito che porta.

Santo Padre, questa è la battaglia vera, non tanto avvicinare i lontani, ma proteggersi dai vicini.