Linguaggi (ita) – M°Aurelio Porfiri

Un problema, non piccolo, che la Chiesa di trova ad affrontare è quello dei diversi linguaggi della conoscenza. Cosa voglio intendere con questo? Nel secolo scorso e nel diciannovesimo secolo, il linguaggio della conoscenza per eccellenza, era quello scientifico. Quindi, secondo la vulgata allora corrente, il mondo poteva essere compreso ed elaborato soltanto attraverso le lenti della scienza. La conseguenza degenerativa di questo modello è lo scientismo.

Ora, diverse voci si sono levate per contestare questa concezione, non ultima quella del filosofo della scienza austriaco Paul Feyerabend (1924-1994) che nel suo libro Contro il Metodo, ha contestato questa visione del mondo, asserendo che la conoscenza scientifica è una tra molte altre modalità di conoscenza, come quella religiosa o quella artistica. Con lui molti altri hanno abbracciato questa visione del mondo, ma nella percezione comune ancora si è figli dello scientismo di marca ottocentesca.

La Chiesa spesso si dibatte fra questi linguaggi, rincorrendo l’uno o l’altro e spesso rinunciando al suo. Non sarò io a non riconoscere il valore della scienza. Essa (anche grazie alla Chiesa Cattolica stessa) ha apportato notevolissime migliorie al modo in cui vediamo il mondo. Il problema è che talvolta usiamo teorie scientifiche come clave quando esse sono solo teorie, non verità assolute. Dall’altro lato non teniamo conto che quello che la scienza va scoprendo sulla nostra natura è praticamente come osservare Dio all’opera nelle nostre vite.

Io credo che Feyerabend, se fosse stato vivo, sarebbe dovuto essere un esperto al Sinodo per la famiglia che va avanti fra circoli linguistici e lettere al Papa smentite e poi confermate e poi ancora smentite. E con Feyerabend sarebbero dovuti essere invitati artisti e tutti coloro che avrebbero potuto apportare bagagli di conoscenza multiformi. Il rischio è spesso che si abbiano concezioni (per esempio della famiglia) che sono idealistiche o soltanto parziali. Quando si parla di famiglia, amore, sessualità, gender e così via, una approccio da più lati può certamente aiutare a capire meglio e di più e a giustificare con più forza i motivi di un rifiuto o di una accettazione.