L’organista celebrante (ita) – M° Aurelio Porfiri

Un altro esempio di ottima musica liturgica fatta in epoca moderna e per le esigenze della nuova liturgia è senz’altro quello de “L’organista celebrante” (Franciscanum 1996), composto da Antoni Martorell, sacerdote catalano scomparso pochi anni fa. Quando parlo del Maestro Martorell, parlo di una persona a me carissima, che ho avuto l’onore di conoscere e frequentare nelle volte che egli veniva a Roma. Ricordo che fu mio ospite a cena in casa mia, una decina di anni fa e mi dedicò la sua ultima composizione corale prima di morire. Egli era un musicista vero e una persona dolcissima, umile, un sacerdote a tutto tondo che rifuggiva dalle stravaganze di molti, anche sacerdoti, con poco genio e molta sregolatezza.

Questa raccolta di pezzi organistici, sollecitata dal suo confratello padre Fausto d’Antimi, offre variazioni su canti popolari in un uso nella nuova liturgia, come “Risuscitò”, “Mistero della cena” ed altri. Nelle mani dell’ottimo compositore molti di questi brani vengono infatti nobilitati, divenendo molto più pregevoli che nella loro veste originale. Non è difficile capire che quando il materiale musicale è in mano ad un vero compositore tutto si eleva, tutto diviene artistico e capace di elevare gli animi alle cose celesti. Ricordo molti anni fa, ero l’organista per la festa dell’Immacolata ai Santi Apostoli qui in Roma. Ogni sera la Messa era celebrata da un cardinale e il coro era diretto da un vecchio cantore della Cappella Sistina, Gaetano Tardiola, oggi purtroppo scomparso. Ricordo che suonai la prima parte di “Mistero della Cena” tratta da “L’organista celebrante”. In questa parte la melodia viene variata con sapientissimi passaggi armonici che facevano diffondere nell’aria quell’atmosfera di sacro e il senso di inaudito per quello che si andava compiendo sull’altare.

Oggi il Maestro Martorell, è appena ricordato per “Purificami, o Signore” o per “Innalzate nei cieli lo sguardo”. Fu invece un grande maestro, che lavorò per la vera musica liturgica nella celebrazione cercando si servire la Chiesa in tempi che erano, e sono, certamente non facili.