Marks and tests/Voti e test (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

testIn my somewhat strange experience in education in Asia, I have noticed something that is quite interesting: there is a lot of emphasis on the teacher’s opinion and ability to evaluate as if he or she is a medical doctor who has to decide the fate of your life with a diagnosis. And the analogy of a medical doctor is not casual, because we know that indeed doctors may be mistaken. One day I was talking with a doctor in Italy and I had some concerns because of some symptoms that may lead to some horrible disease. The doctor told me first (and was not the only one) that medicine is not an exact science. I came to appreciate the honesty of this professional. Now, a similar problem we have with teachers and teaching is that it is not an exact science and has a lot to do with the experiences and backgrounds of teachers themselves. And sometimes, these elements are really poor. And so, to have an appearance of reasonability, all the emphasis is in tests and marks. Parents, especially in Asia, love to hear about the marks of their kids, regardless of the fact whether these marks are a real sign of progress or, as it is often, not.

Indeed I think that what teachers should focus on is what we call meta-cognition, the ability of a student to think about their thinking. I have experienced this in one field: test evaluation. It is much better to give the students the tests of their peers and let them correct them. Of course at the end the instructor may review both tests and corrections from other students to review the processing of knowledge, and maybe surprisingly, will notice that often student X is better in correcting than in his or her own test, because correcting gives the possibility to the student to rethink the topic from a different perspective and with a different stimulus. A test is nothing, not value, but may have an importance if used as a tool for the students to analyze and scrutinize themselves.

Nella mia esperienza in qualche modo strana nella educazione in Asia, ho notato qualcosa che é abbastanza interessante: c’é molta enfasi nella opinione ed abilità dell’insegnante nel valutare come se fosse un Dottore che deve comunicare una diagnosi con cui verrà deciso il fato della tua vita. E l’esempio del dottore non é a caso, perché noi sappiamo che infatti i dottori possono sbagliare. Un giorno stavo parlando con un medico in Italia perché avevo alcune preoccupazioni riguardo alcuni sintomi che potevano portare ad alcune orribili malattie. Il medico mi disse come prima cosa (e non fu l’unico a dirmelo) che la medicina non é una scienza esatta. Ho imparato ad apprezzare l’onestà di questo professionista. Ora, un problema simile lo abbiamo con gli insegnanti e l’insegnamento, non è una scienza esatta e ha molto a che fare con le esperienze e la formazione degli insegnanti stessi. E qualche volta, questi elementi sono molto carenti. E così, per avere un’apparenza di ragionevolezza, tutta l’enfasi va a test e voti. I parenti, specialmente in Asia, amano sentire dei voti dei loro fanciulli, senza considerare se questi voti sono un segno di vero progresso o, come é spesso, no.

Infatti io penso che quello che gli insegnanti dovrebbero considerare é quello che chiamiamo metacognizione, l’abilità dello studente di riflettere sul proprio pensiero. Io ho sperimentato questo in un campo: la valutazione dei test. E’ molto meglio dare agli studenti i test dei propri compagni di classe e farglieli correggere. Naturalmente alla fine l’insegnante potrà rivedere il test e la correzione da parte di altri studenti per rendersi conto del processo della conoscenza. E, forse a sorpresa, noterà che spesso lo studente X é meglio correggendo che nel proprio test, perché nel correggere lo studente ha possiblità di ripensare l’argomento sotto un’altra prospettiva e con uno stimolo differente. Un test é nulla, nessun valore. Ma potrebbe avere un’importanza se usato come strumento per gli studenti per analizzare e scrutinare se stessi.