Missa de Angelis (ita) – M° Aurelio Porfiri

La cosiddetta Missa de Angelis è ancora abbastanza diffusa nelle comunità anche parrocchiali, l’unico Ordinarium Missae che si è salvato dalla devastazione del repertorio tradizionale seguita alle improvvide riforme liturgiche degli ultimi 50 anni. Ci sono bellissimi Ordinarium Missae nel repertorio gregoriano ma essi ormai giacciono nella polvere del tempo per aspettare una risurrezione in tempi migliori, che speriamo possano presto venire. Uno dei tentativi, anche nelle liturgie papali, per coinvolgere l’assemblea nel canto, è stato quello di alternare le melodie della Missa de Angelis con dei versetti polifonici. In questo modo abbiamo avuto molte composizioni che hanno usato le melodie di questa messa. Certamente il risultato è superlativo quando la composizione era affidata ad un genio come era il Maestro Cardinale Domenico Bartolucci, che fu mio maestro e che considero uno dei miei modelli supremi. Questa versione, pubblicata da Edizioni Carrara nel 1974, è una delle varie versioni che il Maestro approntò della Missa de Angelis, a quattro voci dispari alternate al canto gregoriano, affidato all’assemblea. La mano maestra sa cucire contrappunti sulle melodie gregoriane limpidi, che esaltano ad ogni momento il testo, differenziando sapientemente lo spirito di alcune parti da altre.

Questa Messa, che potrebbe essere affrontata da corali anche non agguerritissime, è l’esempio di come il canto gregoriano possa avere un posto d’onore nel corso della celebrazione. Altri compositori hanno tentato altri modi per alternare il canto gregoriano alla polifonia e questo del Maestro è uno di questi. Chiunque voglia capire cosa vuol dire essere compositore nella liturgia non può che studiare pazientemente, accanto alle opere dei grandi maestri del passato, le composizioni del Maestro toscano, musicista che ha dato lustro alla Cappella Sistina e al tesoro musicale della Chiesa tutta.