Non sono eterosessuale / I am not Heterosexual (ita-eng) – Prof. Massimo Viglione

Bandiera-ArcobalenoLa chiave dell’affermazione irresistibile delle forze della sovversione risiede anzitutto nella manipolazione della terminologia, che ad arte viene propagata fra la gente dalla potenza immensa dei media. Per questo bisogna non utilizzare mai i loro termini, anche per dire cose buone, perché già nell’accettazione dei loro termini consiste la loro prima vittoria.

Esempio concreto:

non esistono persone eterosessuali, e tanto meno “etero”.

Esistono le persone.

Tra le persone poi vi sono coloro che scelgono di essere omosessuali.

Sembra una pignoleria, ma è facile dimostrare il contrario: chi di noi – a parte i giovanissimi – quando era ragazzo usava normalmente il termine eterosessuale per indicare le persone? Chi di noi è cresciuto sentendo dire comunemente “io sono etero”, “quello è etero”… Nessuno. Oggi invece per i giovani è normale dirlo, e nemmeno immaginano che mai in nessun tempo e in nessun luogo questa espressione era utilizzata ancora solo fino a 10-15 anni fa.

Lo scopo ovvio è quello di far passare l’idea che “etero” e “omo” sono due facce della stessa realtà, una libera scelta esattamente equipollente moralmente.

Ecco la loro vittoria. Anche quando noi lo utilizziamo per esprimere concetti giusti. L’errore è proprio nell’accettazione del loro linguaggio, che è appositamente utilizzato per sovvertire l’ordine mentale naturale e quindi la società stessa. Il linguaggio esprime concetti che evidentemente, proprio perché ormai divenuti possesso dell’intelletto, appartengono automaticamente alla realtà attuale: con il linguaggio si cambia il mondo. Per fare un esempio, se tutti cominciamo a dire parole volgari (come oggi accade) alla fine si vive in un mondo volgare. Se non le diciamo, il mondo non è volgare. 
Il linguaggio plasma la realtà della società in cui si vive. Questo i sovversivi lo sanno molto bene (iniziarono questa opera con la Rivoluzione Francese, e non hanno più finito). E questo è solo un esempio fra molti.


The key of to the irresistible success of the subversion forces is most of all in the terminology manipulation employed, which is intentionally spread among people through the huge power of the media. That is why we never have to use their therms, even to say good things, because in accepting their terms they already have their first victory.

Concrete example:

there are not heterosexual people, and even less “hetero”.

There are people.

Then there are among people those, who choose to be homosexual.

It seems a fussiness, but it is easy to demonstrate the contrary: who, among us, – except very young people – when we were young, did normally use the term heterosexual to describe people? Who, among us, did grow up normally hearing “I am hetero”, “that one is hetero”… Nobody. On the contrary today it is normal to say it for young people, and they do not even know that this expression has never, in any time and place, been used before 10-15 years ago.

The logical goal is to give the view “hetero” and “homo” as two aspects of the same reality, a free choice which is exactly the same from a moral point of view.

Here it is their victory. Even when we use them to express right correct concepts, the mistake is exactly accepting their language, which is used on purpose to subvert the natural mental order and the society. The language expresses concepts that clearly, because they are now possessed by the mind, belong automatically to the today’s reality: we can change the world through language. Just to give an example, if we begin to use a coarse language (as it happens today) in the end we live in a coarse world. If we do not talk in that way, the world is not coarse. The language forms the reality of the society in which we live. Subversives know it this very well (they began during the French Revolution and they are still going on). And this is only an example among many others.

(Translation by Marina Madeddu)