Pregare al tempo di facebook / Praying in the Era of Facebook (ita-eng) – Fr. Giovanni Cavalcoli

facebookE’ molto significativa, grazie alla tecnica di facebook, la congiunzione di due atti dello spirito tanto diversi tra loro e tanto separati dal tempo: l’antichissimo uso della preghiera, che retrocede nel tempo fino alle origini dell’uomo, da una parte; e dall’altra l’utilizzo di uno dei più recenti e raffinati strumenti della tecnica umana: la comunicazione digitale, altrimenti detta “online”.

Nella preghiera lo spirito entra in se stesso, nella propria insondabile interiorità, e si pone davanti a Dio presente nella coscienza, nel silenzio e nella solitudine; nel messaggio telematico lo spirito si esteriorizza e viaggia velocissimamente nello spazio contattando un numero a volte altissimo di persone: pensiamo ai twitter del Santo Padre.

Mentre nella preghiera interiore l’uomo è chiuso nella camera del proprio cuore, dove Dio “vede nel segreto”, nella preghiera pubblica l’orante, esprimendo istanze, suppliche o sentimenti che toccano interessi comuni, manifesta a tutti il proprio intimo colloquio con Dio, sicchè tutti possono unirsi alle parole dell’orante che lancia il messaggio.

Certamente l’umanità fin dai tempi più antichi, soprattutto nelle persone dei sacerdoti, dei profeti, dei veggenti, delle guide spirituali e dei ministri del culto, non esclusi i capi politici e militari, ha fatto uso degli strumenti allora a disposizione per esprimere la preghiera pubblica, che è un atto religioso di grande valore, in quanto espressione di una profonda coesione e solidarietà sociale fondata sul comune ricorso alla divinità e quindi sulla percezione che dalla divinità dipende l’unione degli animi nel comune perseguimento dei valori della vita.

Lo strumento di facebook, insieme con altri, economico, di diffusione mondiale istantanea, facilmente utilizzabile da tutti ed accessibile a tutti come non mai è avvenuto nella storia della tecnica delle comunicazioni, consente alla preghiera di essere più che mai espressione dell’animo di ognuno di noi, come semplice essere umano, al di là delle differenze di età, di cultura, di condizione sociale e di religione, e quindi consente più di altri mezzi tecnici del passato di favorire e diffondere quel culto a Dio, che costituisce la più alta espressione dell’animo umano e il più alto e potente principio della pace, della giustizia e della concordia tra i popoli.


 

00The union of two acts of the spirit, so different from each other and so separated from time, is very meaningful, thanks to Facebook’s technology: on one hand the very ancient use of the prayer, which goes back in time until man’s origin; and on the other hand the use of one of the most recent and most refined instruments of human technology: digital communication, also called “online”.

In the prayer the spirit goes inside itself, in its own unfathomable interiority, and sets in front of God present in the conscience, in the silence and in solitude; in the telematic message the spirit goes outside and travels at the maximum speed in the space, getting in contact with a sometimes high number of people: just think of the tweets by the Holy Father.

Meanwhile, in the inner prayer the man is closed in the room of his heart, where God “secretly sees”, in the public prayer the person who is praying, expressing requests, pleas or feelings which touch common interests, shows to all his own intimate dialogue with God, and so all can join to the words by the person who is praying, when he launches his message.

For sure mankind since the most ancient times, most of all through priests, prophets, seers, spiritual guide and rites’ ministers, including also political and military leaders, used the instruments of the time to express a public prayer, which is a religious act of great value, because it is the expression of a deep social cohesion and solidarity based on the common divine recourse and so on the perception that the union of souls in the common pursuit of life’s values depends on divinity.

The instrument of Facebook, together with others, so economic, of immediate instantaneous world global reach, so easily usable and accessible from for everybody as never before in communications’ technology’s history, allows to the prayer to be more than before an expression of the soul of each of us, as simple human beings, beyond age, culture, social condition and religion differences, and so allows, more than past technical means, to facilitate and to spread that cult for God, which is the highest expression of the human soul and powerful principle of peace, justice and harmony among peoples.

(Translation by Marina Madeddu)