Three reasons why i don’t like schools/ Tre ragioni per cui non mi piacciono le scuole (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

Studenti stressatiIt seems strange for someone to oppose schools. Indeed my problem is more with schooling, certainly not with education. Here is why.

  • Schools are places where the students are just framed in a box that serves to reconfirm the predominance of the system (for system we intend the cultural and social interconnection among members of a given community). Systems are unavoidable but sometimes may be dangerous, because any attempt to change the paradigm (Kuhn docet) may lead to the system itself employing self-defensive strategies. Especially in society where the system is suffocating, like most of the Asian societies, schools are places where innovation is killed, both socially and culturally. In a society with a closed system, schools are the best tools to maintain the status quo.
  • Schools should guarantee the holistic growth of students. But often they are just the place where the will of (often frustrated) parents predominates, leading the students to race for marks, tests, questionnaires, exams and so on just to please their parents’ idea of their future. So if school is a place where students study to become better than their parents, it is a failure in itself because the parents are the ones that impose an agenda that often is proposed with an inaccurate idea about what is good or bad for their kids (even if they are doing this with the best of intentions).
  • Schools often emphasize subjects like mathematics, geography, biology or all the “scientific” subjects and disregard arts and humanities. Is there anything more stupid than this? First of all we should talk a lot first about the word “science”, second we should realize that the key to the future of kids is often in unlocking their creativity, not just in repeating notions that maybe they have never really understood.

 

Sembra strano che a qualcuno oppone le scuole. Infatti il mio problema é più con la scolarizzazione, certamente non con l’educazione. Ecco perché.

  • Le scuole sono luoghi dove gli studenti sono solo inquadrati in una cornice che serve per riconfermare la predominanza del sistema (per sistema intendiamo la inteconnessione sociale e culturale tra i membri di una certa comunità). I sistemi sono inevitabili ma qualche volta possono essere dannosi, perché ogni tentativo di cambiare paradigma (Kuhn docet) potrebbe alle strategie autodifensive del sistema stesso. Specialmente in società dove il sistema é soffocante, come é il caso in molte società  asiatiche, le scuole sono luoghi dove l’innovazione, sia a livello sociale che culturale, é uccisa. In società con un sistema chiuso, le scuole sono lo strumento migliore per mantenere lo status quo.
  • Le scuole dovrebbero garantire una crescita olistica degli studenti. Ma spesso sono solo i luoghi dove la volontà dei (spesso frustrate) genitori predomina, conducendo gli studenti a gareggiare per voti, tests, questionari, esami e via dicendo e fare così solo per compiacere l’idea di futuro che hanno i genitori. Così se la scuola é un luogo dove gli studenti si impegnano per divenire meglio dei loro genitori, é un fallimento in se stessa perché i genitori sono quelli che impongono una agenda che spesso é proposta con un’idea non accurata su cosa é buono o cattivo per i loro figli (anche se stanno facendo questo con la migliore delle intenzioni).
  • Le scuole spesso esaltano soggetti come la matematica, la geografia, la biologia, insomma tutte le materie “scientifiche” a scapito delle materie artistiche e umanistiche. C’e’ qualcosa più stupido di questo? Prima di tutto dovremmo parlare molto intorno alla parola “scienza”, poi dovremmo capire che la chiave per il futuro dei ragazzi é spesso nello sbloccare la loro creatività, non soltanto nel continuare a ripetere nozioni che forse non hanno mai veramente capito.