Three reliable ways to judge good Roman Catholic Liturgies (and beyond)/ Tre modi affidabili per giudicare liturgie cattolico romane ben fatte (e oltre) (eng – ita) – M° Aurelio Porfiri

I saw so many Masses that I think I have now a good way to understand if they are following a good reliable tradition or if they are just the product of the whim of clerical minds.

  1. The protagonist is Christ, not the priest. The priest acts in persona Christi, on behalf of Christ, and can never replace him. When the priest feels the urge to let us know what he thinks in every available moment of the Mass, there is something wrong. Stop your talking, let the Word of God make the talk.
  2. Beauty is not an option, it is essential. When you see that art and music are considered just something that has to be there regardless of their quality (so every song is OK, every painting will be just fine) it means that there is a fundamental misunderstanding of the liturgy. Why has the Church for centuries invested in Beauty through art and music? Because they knew that the beauty coming from art and music, when true beauty, is the reflection of the highest Beauty, God. And they knew that these languages can communicate in the deepest and most effective way than one million words.
  3. Be careful about unrestrained pious people. This is tricky. Be careful because some of the people that look pious after going to Mass, are indeed fanatical. The problem is not the Mass itself (of course!) but the forcing of the true nature of a rite that makes it similar to a container for elementary emotional forces that on the surface seem to bring a sort of religious feelings, but that indeed are only a replacement to find relief of personal problems. Religion is not running away from problems, but putting them in a perspective that is much bigger. That is the way roman catholic liturgies have never to take as example religious meetings where emotionalism (not emotions) is forced in every possible way.

 

Ho visto così tante Messe che penso di avere un buon modo per capire quail sono quelle che seguono una tradizione buona ed affidabile o se sono solo il frutto del capriccio di menti clericali.

  1. Il protagonista è Cristo, non il prete. Il prete agisce in persona Christi, fa le veci di Cristo, non lo può mai rimpiazzare. Quando il prete si sente spinto a farci sapere quello che pensa in ogni momento disponibile della Messa, c’è qualcosa che non va. Finiscila di chiacchierare, lascia che sia la Parola di Dio a parlare.
  2. La Bellezza non è una opzionale, é essenziale. Quando vedrai che le arti, la musica, sono considerate solo come qualcosa che ci deve essere senza considerazione per la loro qualità (così ogni canto va bene, ogni dipinto sarà OK) significa che c’é un fondamentale malinteso della liturgia. Perché la Chiesa per secoli ha investito nella Bellezza attraverso l’arte e la musica? Perché sapevano che la bellezza proveniente dall’arte e dalla musica, quando é vera bellezza, é il riflesso della Bellezza più grande, Dio. E sapevano che questi linguaggi possono comunicare ad un livello più profondo ed efficace che un milione di parole.
  3. Sii cauto con le persone smodatamente religiose. Questo é strano. Stai attento perché alcune di queste persone che sembrano molto pie dopo aver partecipato alla Messa, sono infatti esaltate il problema non é la Messa in se stessa (naturalmente!) ma il forzare la vera natura del rito per farlo sembrare simile ad un contenitore di forze emozionali elementari che alla superfice sembrano condurre ad una specie di sentimento religioso, ma che in realtà sono solo una sostituzione per trovare sollievo da problemi personali. La religione non é per scappare dai problemi, ma per metterli in una prospettiva più grande. Ecco perché le liturgie romano cattoliche non devono prendere come esempio incontri religiosi dove l’emozionalismo (non le emozioni) é forzato in ogni modo possibile.