Una dualità di opposizioni (I) / A Duality of Oppositions (I) (ita-eng) – Don Ennio Innocenti

51l54DilWFL._SY344_BO1,204,203,200_1) Catholicisme: mentre Mounier tentava di egemonizzare il dialogo politico, De Lubac esaltava il carattere comunitario del cattolicesimo e la funzione mediatrice della storia (in dialogo col marxismo). Più tardi, in Le drame de l’humanisme athée (1944), De Lubac renderà più spinto il dialogo (dando spesso ragione a Nietzsche contro il cristianesimo). Anche in Proudhon et le Christianisme (1945) egli è benevolentissimo col nemico.

2) Quando apparve Surnaturel (1946) i recensori avevano già preso nota che in Catholicisme il P. De Lubac aveva deprezzato il Limbo, in De la connaissance de Dieu (1941) aveva cianciato d’idea inconscia e preconcettuale di Dio, in Corpus Mysticum (1944) aveva messo in ombra la transustanziazione. In Surnaturel tutti i maggiori teologi cattolici videro subito il tentativo di sminuire la novità e la trascendenza assoluta dei misteri, di scalzare la gratuità del soprannaturale nella natura. Con buona memoria della Pascendi si percepì il pericolo di questa posizione ambigua e delle sue ripercussioni pratiche sul piano dell’azione temporale dei cristiani. Nel 1965 l’opera riapparve in due volumi; ma uno comprendeva scritti (rimaneggiati, ma piuttosto slegati) precedenti Surnaturel, l’altro non costituiva affatto un chiarimento e un superamento, sicché il problema posto dall’Humani Generis resta intatto.

3) Histoire et Esprit è una stupefacente rivalutazione di Origene, i cui cedimenti gnostici sono ben noti. A Gioacchino da Fiore (in uno studio, peraltro assai lacunoso) De Lubac riconoscerà, più tardi, la subordinazione alla gnosi, è vero, ma anche il merito di aver sottolineato la storicità del cristianesimo. Purtroppo la difesa che De Lubac ha tentato di Pico della Mirandola è autosvelamento delle proprie segrete simpatie. È su questa tematica che va collocata la manipolatrice difesa che De Lubac ha intrapreso a favore di Teilhard e del suo “eterno feminino”. Purtroppo anche in Paradosso e Mistero della Chiesa De Lubac introduce nella Chiesa una dualità di opposti che evoca quella tipicamente gnostica.


1) Catholicisme: while Mounier tried to dominate the political dialogue, De Lubac exalted the communitarian character of the Catholicism and the mediator function of history (dialoguing with Marxism). Later, in Le drame de l’humanisme athée (1944), De Lubac will goes deeper into the dialogue (often agreeing with Nietzsche against Christianity). Also in Proudhon et le Christianisme (1945) he is very benevolent to the enemy.

2) When Surnaturel was published (1946) the reviewers already noticed that in Catholicisme Fr. De Lubac devalued the Limbo, in De la connaissance de Dieu (1941) he affirmed the unconscious and pre-conceptual idea of God, and in Corpus Mysticum (1944) he obscured the Transubstantiation. In Surnaturel all the most important Catholic theologians saw immediately the attempt to diminishing the newness and the absolute transcendence of the mysteries, of removing the gratuitous of the super natural in the nature. Remembering the Pascendi, they understood the danger of this ambiguous position and its practical consequences on the level of the Christians’ temporal action. In 1965 the work was re-published in two volumes; but one of them included (reshaped, but very disconnected) writings precedent Surnaturel; the other was not at all an explanation and an overcoming, so that the problem in Humani Generis was still present.

3) Histoire et Esprit is a wonderful re-evaluation of Origen, whose gnostic concessions are well-known. Later De Lubac will recognized to Joachim of Fiore (in an incomplete study) the subordination of the gnosis, it is true, but also the merit having stressed the Christianity’s historical significance. Unfortunately the defence of Pico della Mirandola by De Lubac unfolds reveals his own secret opinions. In this context we have to understand the fixer defence that De Lubac did for Teilhard and his “eternal feminine”. Unfortunately, also in Paradosso e Mistero della Chiesa, De Lubac introduces in the Church a duality of oppositions, which remembers the typically gnostic one.

(Translation by Marina Madeddu)