Una dualità di opposizioni (II) / A Duality of Oppositions (II) (ita-eng) – Don Ennio Innocenti

half_face_buddha_02_by_kwanyinbuddha-d6lg3nz4) De Lubac ha stimato il buddismo come il più grande avvenimento spirituale della storia insieme al cristianesimo.

Questo giudizio appare, a molti, abnorme, ma anche enormemente pericoloso, posto in relazione con quanto De Lubac dice altrove sugli aspetti positivi del pensiero ateo, verso i quali egli vorrebbe massima disponibilità all’accettazione da parte dei teologi cattolici. Acriticità? Scarsità di preparazione filosofica e di penetrazione speculativa? Collegamenti con la teologia dell’immanenza?

5) L’influsso di De Lubac dopo il 1960 non va esagerato.

a) Certamente le posizioni da lui sostenute all’interno della Commissione Teologica durante l’iter del Concilio sono impressionanti, ma è anche vero che gli Atti finali del Concilio vanno letti senza gli occhiali di De Lubac. La polemica contro
la Chiesa “chiusa” e “giuridica” lascia il tempo che trova, la tematica della Chiesa “mistero” e “sacramento” è stata sviluppata
e accreditata da ben altri che De Lubac. Il tentativo di De Lubac di eliminare la Chiesa dall’oggetto della Fede è stato cancellato dallo stesso Paolo VI (nel Credo del Popolo di Dio) e la cattiva traduzione del Credo della Messa avallata dalla CEI
è solo un incidente di percorso destinato all’oblio. Per quanto grande sia stato il peso di De Lubac nella redazione finale della
“Gaudium et Spes”, il valore teologico e l’autorità di questo documento restano tra i più discussi.


4) De Lubac evaluated Buddhism as the most important spiritual event of history together with Christianity.

This opinion appears to many, exaggerated, but also very dangerous, in relationship to what De Lubac says in other places about the positive aspects of the atheist thought, toward which he would like the widest availability of the Catholic theologians. Uncritical? Poor philosophical preparation and speculative deepness? Connections with the theology of immanence?

5) The influence of De Lubac after 1960 has not to be exaggerated.

a) For sure his positions in the Theological Commission during the Council are impressive, but it is also true that the Final Documents of the Council have to be read without De Lubac’s glasses. The debate against the “closed” and “juridical” makes no difference; the case of the Church as “mystery” and “sacrament” has been developed and confirmed by others than De Lubac. De Lubac’s attempt to eliminate the Church from the object of the Faith was cancelled by Paul VI (in the Credo of the People of God) and the bad translation of the Creed in the Mass supported by the Italian Episcopal Conference is only a speed bump destined to be forgotten. However De Lubac’s influence has been great in the final edition of “Gaudium et Spes”, and the theological value and authority of this document are among the most debated ones.

(Translation by Marina Madeddu)