Una morale demoralizzata (ita) – M° Aurelio Porfiri

Il Sinodo continua la sua discussione su temi che tutti ci riguardano, in un modo o nell’altro.  C’è da dire che il battage mediatico (con contorno di outings e scandali imprevisti) molto aiuta nell’amplificare l’impatto su giornali e piattaforme mediatiche varie. Il popolo, anche quello fedele, spesso si muove e vive in un panorama morale che è molto diverso da quello che la morale cattolica insegna. Molte inchieste hanno dimostrato che le idee sulla morale sessuale e anche su alcuni aspetti della vita famigliare nella percezione comune sono certamente non in sintonia con l’insegnamento del magistero.

Ora, come ho detto in precedenza, è bene che il magistero presenti delle leggi che permettano il raggiungimento, per coloro che ne hanno la capacità, di una perfezione cristiana. Anche è giusto che lo stesso magistero predisponga strumenti pastorali per andare incontro, non per giustificare, i molti, moltissimi, che cadono e che sono più esposti alle tentazioni della umana debolezza. Credo che il Papa Francesco non intenda rilassare i costumi ma cerca di guardare la realtà negli occhi e di governare una situazione in cui il cristianesimo non è più una maggioranza, sociale o culturale. Anche lui ha i suoi problemi nel governare i suoi collaboratori e nel cercare di moralizzare il clero. Non bastasse lo scandalo del Monsignore gay, in questi giorni ci si è messo quello degli incontri proibiti nella curia generalizia dei padri carmelitani a Roma. Insomma, è difficile fare la morale quando poi gli esempi che vengono dai moralizzatori non sono così limpidi. Ed il problema non è solo il sesso, ma anche gli stili di vita. È difficile pretendere uno stile di vita modesto da famiglie già quotidianamente assillate da problemi di sopravvivenza, almeno in Italia martoriate dalle tasse, con problemi seri e concreti di arrivare alla fine del mese vivendo in appartamenti minuscoli, quando alti prelati vivono da soli confortevolmente in appartamenti che pochissime famiglie sul modello di quelle che il Sinodo vorrebbe interpellare potrebbero permettersi. La riforma interna della Chiesa, almeno così mi sembra, è certamente urgente allo stesso modo delle preoccupazioni per la morale sessuale delle famiglie o sul destino dei divorziati risposati.

Io non credo che Papa Francesco ignori tutto questo, anzi sono convinto che ne è perfettamente consapevole. Ma mi sembra che, anche se il suo appeal è molto forte con i “lontani”, i “vicini” quando interpellati e chiamati in causa si girano facilmente dall’altra parte.